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Benvenuti a PALAZZO SAN GIACOMO

Il palazzo, che con la sua mole spicca nella campagna di Russi nei pressi del fiume Lamone, è quanto rimane del grandioso complesso architettonico che i conti Rasponi costruirono, a partire dalla seconda metà del Seicento, come propria residenza estiva.

Per oltre un secolo fu animato dalle feste e dalle rappresentazioni teatrali che i Rasponi offrivano ai loro ospiti prima di perdere il ruolo esclusivo di rappresentanza di una famiglia prestigiosa ed essere così progressivamente abbandonato a un’inevitabile decadenza.

Divenuto proprietà del Comune di Russi nel 1977, il Palazzo è stato oggetto di numerosi interventi di restauro. Il più recente si è concluso nel 2022 ed è stato finalizzato all’esercizio di attività museali, culturali e ricreative.

I prossimi EVENTI

ALLA NATURA

L’azione artistica come ultimo rito magico e salvifico.

Quella che è stata ideata non è una mostra, o perlomeno non solo: «pensiamo – spiega la curatrice, Alessandra Carini – che non si possa prescindere dagli avvenimenti che tuttora, e sempre di più, attanagliano le nostre vite. Idealmente ci affidiamo a quella che, paradossalmente, potrebbe essere ciò che ci salverà: una magia, un gesto che contiene dentro di sé la speranza più genuina e primordiale».

L’opera d’arte e l’azione artistica diventano così riti propiziatori e atti sciamanici che richiamano gli Spiriti della Natura a protezione di questo mondo ormai perduto. Sotto l’influenza dell’artista-sciamano per eccellenza Joseph Beuys e prendendo spunto dalla Psicomagia di Alejandro Jodorowsky, è stato selezionato un gruppo di artiste e artisti che per gli organizzatori rappresentano al meglio questi concetti.

Artisti in mostra: Andreco, Borondo, Daniele Cabri, DEM, Oscar Dominguez, Gola Hundun, Monika Grycko, Chiara Lecca, Margherita Paoletti, Joseph Beuys.

Mostra a cura di Alessandra Carini
Assistente alla curatela Benedetta Pezzi

CLAVER GOLD

La notte del rap

Narrazione in presa diretta, una poetica urbana che passa dai sentimenti e dallo sguardo più intimo al sentire generazionale: l’hip hop di Claver Gold è un sofisticato intreccio di rime, in bilico tra passione, improvvisazione (il freestyle della migliore tradizione) e rigore compositivo. Dopo l’affermazione sulla scena rap italiana con una formazione “di strada” e tanti dischi indipendenti, arriva il confronto con l’opera del Sommo Poeta, un Infernum affrontato con l’amico e collega Murubutu. E arriva il grande pubblico, conquistato dai suoi incastri poetici, dove la quotidianità, come sempre fonte prima di ispirazione dell’hip hop, si mescola a evocazioni di fiaba nordica, quella più oscura e inquieta, che qui si colora delle tinte piene e degli impasti imprevedibili degli strumenti d’orchestra, i classici archi, ottoni e legni.

Evento in streaming esclusivamente il 25 giugno, ore 21.30 su ravennafestival.live.
Clicca qui per maggiori info.

MARTIN HAYES TRIO & BIRKIN TREE

La notte irlandese

Martin Hayes non è solo un grande violinista, ma un po’ anche la coscienza critica dell’Irish folk revival degli ultimi quarant’anni. Uomo quieto e figlio d’arte, ha saputo traghettare l’idioma musicale della contea di Clare in un’America irreversibilmente urbanizzata. Consapevole di cosa significhi maneggiare musiche nate nel ventre popolare di un mondo remoto, Hayes ha frequentato il rock quanto bastava per trarne umori contemporanei, per poi sviscerare la duttilità del folk celtico alla luce di conquiste compositive che vanno dal minimalismo di Steve Reich alla “Third Stream” del jazz, finendo per prediligere la profondità allo sfoggio virtuosistico. Con lui sul palco i Birkin Tree, autorevoli esponenti italiani dell’Irish folk che proprio quest’anno celebrano il quarantennale dell’attività.

Evento in streaming dal 26 giugno, ore 21.30 su ravennafestival.live.
Clicca qui per maggiori info.

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